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Tosca di G. Puccini

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Tosca di G. Puccini

Messaggio Da Aurora il Mar Lug 23, 2013 6:10 pm

TOSCA

Libretto di Illica – Giacosa , tratto da La Tosca di V. Sardou
Dramma in tre atti
Musica di Giacomo Puccini


Floria Tosca, nota cantante (soprano)
Mario Cavaradossi, pittore (tenore)
Il barone Scarpia, capo della polizia (baritono)
Cesare Angelotti, prigioniero politico evaso (basso)
Il Sagrestano (basso)
Spoletta, un agente di polizia (tenore)
Sciarrone, un altro agente (basso)
Un carceriere (basso)
Un pastore (voce bianca)

La prima rappresentazione avvenne a Roma il 14 gennaio 1900 al teatro Costanzi.

Una rappresentazione del dramma di Sardou, Puccini la vide a Milano e ne rimase piacevolmente folgorato. Aveva già fatto la Bohème  e aveva faticato non poco, perché prima di lui già Leoncavallo aveva proposto a Ricordi la Bohème; con Tosca invece si scontrò con Sardou che aveva accolto con estrema freddezza la richiesta di Puccini, tant’è che Giulio Ricordi riuscì ad ottenere il permesso di mettere in musica Tosca a favore di un altro compositore, Franchetti.
Ci volle la pazienza e la diplomazia di Illica che preparò un bozzetto del libretto facendoli poi approvare a Sardou alla presenza di Giulio Ricordi.
Quando dopo qualche tentativo Franchetti rinunciò a mettere in musica La Tosca, Ricordi finalmente ebbe campo libero per poter passare il libretto a Puccini. Al duo si unì anche Giacosa e finalmente finita la Bohème si poterono dedicare alla stesura di quest’opera che rimarrà nel tempo una delle opere più rappresentate al mondo.
Nell’opera realtà e finzione si fondono perfettamente, Floria Tosca cantante, Mario Cavaradossi pittore che crede ciecamente nella Rivoluzione francese, arte e intrigo politico si fondono per coprire la fuga di un giacobino, ma poi tutto gira intorno alla figura di Scarpia, uomo infame che usa il potere per trarne vantaggi personali.
Degni di rilievo i luoghi autentici dove si svolge il dramma: la Chiesa di Sant’Andrea della Valle, Palazzo Farnese e Castel Sant’Angelo.
Puccini fece un’accurata indagini dai riti liturgici, al suono delle campane visto che la religione aveva una buona parte nell’opera, e per la prima volta gli eventi si succedevano legati tra loro, nel luogo e nel tempo.


Atto Primo

Il prigioniero Cesare Angelotti fugge dalla prigione e con l’aiuto della sorella la marchesa Attavanti, che ha la  chiave della cappella di famiglia, si rifugia nella Chiesa di Sant’Andrea della Valle.
Intanto il sacrestano, mette in ordine, spegne le candele, riordina i pennelli del pittore che sta facendo un ritratto della Maria Maddalena e recitando l’angelus rimane colpito dal volto della Maddalena riconoscendo proprio in quel volto una donna che spesso viene in silenzio a pregare.

Entra il pittore, Mario Cavaradossi, vuole portare avanti il ritratto della Maddalena e confida al sagrestano che in effetti il volto del ritratto è proprio quello della misteriosa sconosciuta. Il sacrestano si allontana con la famosa frase… scherza con i fanti e lascia stare i santi…

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Credendo di essere rimasto solo, il fuggitivo esce dal suo nascondiglio e riconosce in Mario un suo vecchio amico e si fa riconoscere, ma l’incontro si interrompe per l’arrivo di Tosca, gelosissima amante di Mario e Cesare torna a nascondersi.
Tosca è decisamente insospettita, è convinta che Mario fosse lì con una donna e cerca in tutti gli angoli, quando finalmente si cheta, gli chiede di passare la sera con lei dopo lo spettacolo, Mario la rassicura, ma uscendo gli occhi di Tosca si posano sul quadro e subito si rende conto che quel viso è il viso della marchesa Attavanti e ricomincia con la gelosia. Mario di nuovo la tranquillizza lusingandola in 1000 modi e finalmente Tosca esce e va a cantare.

Finalmente Mario puà tornare da Cesare il quale si è vestito con gli abiti femminili lasciatogli dalla sorella e può andare a nascondersi in una villa lì vicina. Appena usciti dalla cappella incontrano il sacrestano  insieme a cantori e allievi che lo avvisa che si dice che Napoleone è stato sconfitto e che per questo motivo la sera ci sarà una grande festa a Palazzo Farnese e canterà anche Tosca.
Scappati che sono Mario e Cesare, in chiesa all’improssivo arriva il barone Scarpia (che è invaghito di Tosca)  che sùbito fa eseguire una perquisizione, il sacrestano vede la cappella Attavanti aperta e trova una seconda chiave. Nella cappella Scarpia  trova un ventaglio con lo stemma del casato dei marchesi e il ritrovo di un cesto di vivande vuoto  fan capire che  Mario Cavaradossi è complice del prigioniero scappato.

Tosca ritorna in chiesa, Scarpia si nasconde e subito comprende che per arrivare a Cavaradossi deve suscitare la gelosia di Tosca.
Scarpia tende l’acqua santa a Tosca, le parla, e chiede se un ventaglio aiuta a dipingere… Tosca prende il mano il ventaglio che le viene porto, lo osserva, riconosce lo stemma della marchese e furente di gelosia inveisce contro il ritratto, Scarpia finge comprensione, cerca di calmarla e quando la donna si allontana, ordina a un suo scagnozzo di seguirla e non perderla di vista.

Entra in Chiesa il cardinale seguito dal popolo e  Scarpia convinto di avvicinare a  sé Tosca mostrandole la colpevolezza di Mario sereno assiste al Te Deum

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Secondo Atto

Siamo a Palazzo Farnese e Scarpia sta cenando pregustando l’arrivo di Tosca da un momento all’altro presa da i due scagnozzi che  aveva messo alle sue calcagna, ma il servitore invece di annunciargli l’arrivo di Tosca gli dice che invece hanno trovato Cavaradossi.
Scarpia afferra al volo la situazione e interroga il pittore chiedendoli più e più volte dove sia Cesare Angelotti. Mario nega sempre, mai tradirà l’amico.
Arriva anche Tosca, Mario insiste a negare, Scarpia fa così arrestare Cavaradossi.
Finalmente rimasto solo con Tosca, Scarpia comincia a parlare con la ragazza, intanto fa torturare Mario tenendo la porta aperta, Tosca comincia a sentiri i gemiti di Mario, ma resiste alle insistenza del barone, non contento Scarpia urla di far sentire di più la voce di Mario purchè anche lei parli e quindi Tosca disperata dice dove è nascosto Angelotti.
Mario è furibondo con Tosca per il tradimento, ma in quel momento arriva la notizia della vittoria di Napoleone a Marengo ed esulta, ma questa esultanza gli costerà la condanna a morte come traditore della Patria.

Tosca implora Scarpia di salvarlo e Scarpia in cambio le chiede di diventare la sua amante “Cerchiamo insieme il modo di salvarlo… sedete qui”.
Un sorso di vino, lei chiede il prezzo, ma lui vuole lei.



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Tosca non ha molto tempo per decidere, Angelotti è stato trovato morto e l’alba si avvicina con anche la fucilazione di Mario.
Tosca, promette, insiste… e alla fine Scarpia prepara un foglietto sul quale scrive di fucilare Mario con il sistema… del conte Palmieri, facendo intendere che era stata una fucilazione a salve.
Fuori si sentono già i tamburi che prepara la scorta ai soldati per la fucilazione.
Tosca al culmine del suo dolore intona Vissi d’arte

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[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] cantata da Maria Callas

Prima di darsi a lui gli chiede però un salvacondotto per lei e per Mario, per andarsene via insieme. Scarpia acconsente, firma il salvacondotto, ma Tosca vede sul tavolo della cena il coltello e le scatta l’idea…. Prende il coltello e quando Scarpia le si avvicina lei gli ficca un coltello nel cuore…guardami son Tosca, muori dannato, muori…
Ora bisogna scappare… raggiungere Mario, dirgli che la fucilazione sarà finta e bisogna fare in fretta prima che venga trovato il corpo ormai senza vita del barone, ma prima di uscire in un ultimo atto di pietà accende due candele e mette sul suo petto un crocefisso.

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Terzo atto

La scena ora si svolge a Castel Sant’Angelo, dove è rinchiuso Cavaradossi.
Il carceriere lo informa che ha ancora un’ora di vita e Mario chiede di scrivere una lettera alla sua amata… lui pensa a Tosca che tanto desidera

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] cantata da placido domingo

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] cantata da Luciano Pavarotti

Sopraggiunge Tosca molto agitata, si avvicina a Mario e gli fa vedere il salvacondotto, gli confessa di aver ucciso Scarpia e dopo la finta fucilazione dovranno scappare subito.

Non è ancora l’alba, il drappello si avvicina, Tosca raccomanda a Mario di morire bene e lui la rassicura, cadrà benissimo.
La fucilazione avviene, ma Mario non si alza, i soldati scendono, ma Mario non si alza… Tosca è stata ingannata e Scarpia si vendica anche dopo morto, Tosca abbraccia il suo Mario ormai morto, ma intanto hanno trovato il barone morto accoltellato e i soldati risalgono a prendere Tosca, ma lei si svincola, sale sugli spalti del castello e al grido O Scarpia, davanti a Dio,  si lancia nel vuoto.


Ultima modifica di Aurora il Dom Nov 17, 2013 10:08 pm, modificato 2 volte


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Re: Tosca di G. Puccini

Messaggio Da mariella il Mar Lug 23, 2013 8:28 pm

da bambina, quando sentivo : l'ora è fuggita io muoio disperato.... pensavo Lora fosse un nome di donna Very Happy e lui era disperato perché era fuggita lasciandolo solo
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Re: Tosca di G. Puccini

Messaggio Da Danielagriner il Mer Lug 24, 2013 6:58 am

Grazie Aurora, Puccini è il mio musicista preferito, amo la Tosca e la Turandot che ho visto in gioventù alla Scala di Milano, quando ancora non bisognava fare un mutuo per partecipare ad uno spettacolo e quando era di rigore l'abito da sera. Che bella esperienza!
Secondo me Domingo ha più di ogni altro il fisico per fare Cavaradossi. Anche Alagna non è male, parlando di tenori più giovani.
La Callas è insuperabile, era una delle "sue" opere.
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Messaggio Da Rossjam il Mer Lug 24, 2013 8:02 am

Ehhh...ogni volta che passo davanti a Castel Sant'Angelo mi viene in mente la TOSCA...e il ricordo bellissimo di quando ho assistito al TEATRO dell'OPERA di Roma alla sua esecuzione... UNA FAVOLA!!! vabene
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Messaggio Da Rosetta 46 il Ven Lug 26, 2013 7:13 am

dunque... 

Che meraviglia poter conoscere le opere nei dettagli, grazie per il tempo che ci dedichi Aurora, sei unica.

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Messaggio Da Danielagriner il Lun Nov 18, 2013 10:12 am

Perchè quando sento "Lucevan le stelle", chiunque la canti, mi viene sempre da piangere?
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Messaggio Da Aurora il Lun Nov 18, 2013 10:38 am

Perchè ha un punto in cui ti entra dentro... è vero che spesso è una sensazione personale, ma è altrettanto vero che se si ha appena un minimo di sensibilità ci sono alcune melodie che ti perforano il cuore.
Un'altra che a me fa questo effetto è l'ouverture della Cavalleria Rusticana... è più forte di me, quando arriva l'ultima sottile e prolungata nota, gli occhi si riempiono di lacrime... e ce ne sono anche altre. Very Happy


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Messaggio Da fiorella il Lun Nov 18, 2013 1:02 pm

quanto mi piace!


Diffidate delle diete, una salute conservata con una dieta troppo severa è come una noiosa malattia
-Montesquieu


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Messaggio Da Rosetta 46 il Lun Nov 18, 2013 2:03 pm

dunque... 

Brava Aurora, grazie ! ora vado a fare la passeggiata e dopo mi ascolto le mucishce.
Scritto bene, chiaro e molto comprensibile !

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Messaggio Da Aurora il Lun Nov 18, 2013 2:53 pm

Guarda che non l'ho postato adesso... nel senso che non è una cosa nuova, a luglio l'ho semplicemente spostato dal vecchio forum a questo. Lo dico perchè altrimenti sembra che nella vita faccia solo questo. Very Happy 


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Messaggio Da Rosetta 46 il Lun Nov 18, 2013 3:25 pm

dunque... 

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Guarda che non l'ho postato adesso... nel senso che non è una cosa nuova, a luglio l'ho semplicemente spostato dal vecchio forum a questo. Lo dico perchè altrimenti sembra che nella vita faccia solo questo. Very Happy 
Sissi, ricordo di averla già letta, rigrazie !!!

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Messaggio Da Danielagriner il Lun Nov 18, 2013 4:37 pm

Provate a sentire prima Domingo, poi Pavarotti, poi ancora Alagna o Mario del Monaco o Carreras o Franco Corelli (Di Stefano no, non mi piace) e vi accorgerete della differenza di fraseggio oltre che di interpretazione emotiva. I primi due mi mettono i brividi, in senso positivo, ovvio.
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Messaggio Da Aurora il Lun Nov 18, 2013 5:17 pm

Eh sì Daniela... e quello che cerco di dire da anni. L'opera in sè, musica e parole intendo, è sempre la stessa.
E' l'interpretazione che fa la differenza. Poi c'è anche la scenografia, i costumi, ma la prima cosa è l'interpretazione che nel tempo è migliorata tantissimo. Una volta un tenore era impalato e declamava con il cosiddetto "bel canto", ora un tenore oltre a cantare, interpreta e questo riesce a far recepire il pezzo in maniera diversa, perchè riesce con diverse intonazioni a mettere il cuore là dove una volta non cera.
Pavarotti è riuscito nell'impresa di far capire quel che canta con una dizione perfetta e di portare con la sua simpatia e modo di fare l'opera alla portata e orecchio di tutti, però oggi come oggi ci sono davvero grandi tenori oltre i grandi ancora viventi come Domingo e Carreras.
Dei giovani mi piace Juan Diego Flòrez che il prossimo 13 gennaio compirà 40 anni. Oltre che una bella presenza scenica, mi piace molto la sua voce.


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Messaggio Da Danielagriner il Mar Nov 19, 2013 9:26 am

Sai che non lo conosco? Vado subito su Youtube per colmare la lacuna, grazie.
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